dijous, 8 de desembre del 2011

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Buongiorno, sono morto, vorrei sapere che c’é
In questo altro mondo che dicono che c’é
Dopo una vita lunga pesante come te quando dicevi
“per la morte non c’é mai un perche”.

Ora sono davanti alle sue porte e
Nessuno mi apre, non sento altro che
Un silenzio totale e l’impressione che
È vero quello che diceva mio padre.

-Figlio, lascia stare,
qui siamo vivi, là sono morti,
ma niente è reale.

-Figlio, andiamo al mare e
La vita e la morte
Non domandarti nulla

Ti farano male,
ti faran male...

Buongiornio, sono morto, sto cercano mio padre,
è magro, furbo, bello, odia lavore.
Lui venne anni fa senza passaporto,
ma dove sarà andato? Chi lo sa, chi lo sa...

Forse è morto una altra volta, lui non può invecchiare.
Se la vita sono quattro giorni, lui ne ha vissuti sempre tre,
e se gli vuoi dare un consiglio, je, je... ti dirà
ma che rompicoglioni che sei...

-Figlio, lascia stare,
qui siamo vivi, là sono morti,
ma niente è reale.

-Figlio, andiamo al mare e
La vita e la morte
Non domandarti nulla

Ti farano male,
ti faran male...

Portami un gelato
Di vanigla e cioccolato.
Essere ricoc è un guaio,
è meglio immaginarlo.

Sai cosa è la filosofia?
È guardare quella figa.
La vita è molto strana,
per fortuna c’è la pasta.

Ho conosciuto Mile David
Litigava con Elvis

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