dilluns, 20 de juny del 2011

Francesco

C’era un piccolo coglione
Capo della verità,
giornalista, un testone
sempre lì, sempre là.
Sua moglie, che carina,
sempre aspettandolo, poverina.

Pazienza, Valentina,
lui tornerà...

Una cena a casa sua
Tipico mercoledí,
non si parla di Francesco,
ma il vino mentre muore pensa... Meglio così.

All’improviso arriva il diavolo
E fa uscire parole nascoste da secoli e dico
“Senti, Vale, perche non facciamo l’amore?
È naturale, non dobbiamo mitizzare, siamo soli, è febbraio...”

-No, no, ma sei impazzito Francesco è, il tuo migliore amico!
-Scusami, Vale, era buono il tiramisú.
-Dai, non fare il cretino, è sbagliato,
ma lo sbaglio già l’ho fatto...

Cominciamo a far l’amore,
tanga tanga, traca bum!
La Vale grida, il letto sbatte,
e tutto fa trum trum!

Per me questo è il paradiso,
un peccato di amore.
Ma la Vale si spaventa,
-senti questo rumore-?

È la porta che si apre,
la voce di Francesco.
-Ciao, amore, son tornato.
-Porca troia, non ci credo.

Nasconditi nell’armadio,
-che scenata di teatro-
Chiudo le porte e inizio
a pregare arrapato.

Ah! Che soddisfazione, l’amore!,
quando arriva all’improviso come un bambino testone.
Ah! Che complicazione, le parole!
Sono la banca dell’anima, troppa confusione

Francesco entra e parla:
“Amore, devo confessarti
Nel mio ultimo viaggio
Ho conosciuto una ragazza.
È di Surinam, è bella,
canta, balla, è una pantera.
Mi sono innamorato
E ci sposiamo. È troppo bella...”

Io esco dall’armadio:
“Franceschino benvenuto!
Tanti auguri, tu sei bravo,
mi hai conmosso quasi piango,
questa bella storia
con la tua ragazzina...
anche a me mi è successo
con tua moglie Valentina”.

Ah! Che soddisfazione, l’amore!,
quando arriva all’improviso come un bambino testone.
Ah! Che complicazione, le parole!
Sono la banca dell’anima, troppa confusione

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